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I gabbiani non vivono tra i monti – 1976-2026. L’urgenza di partire, il desiderio di tornare.

Dal 1° settembre al 20 dicembre 2026, Grado ricorda il 50° anniversario del terremoto del Friuli e la straordinaria esperienza di accoglienza che nell'autunno del 1976 portò in città circa 6.500 sfollati.

Posizione: Varie zone di Grado

Sito web: https://comune.grado.go.it/it/novita-22474/notizie-22475/grado-ricorda-i-50-anni-dal-terremoto-del-friuli-172812

 

Cinquant'anni fa, dopo mesi trascorsi in sistemazioni provvisorie e, soprattutto, dopo le violente scosse di settembre, migliaia di persone furono costrette a lasciare i paesi colpiti dal terremoto del Friuli.

Alle soglie dell'inverno, circa 6.500 sfollati trovarono a Grado ospitalità e sostegno. Alberghi, abitazioni, scuole e servizi della città furono coinvolti in una straordinaria esperienza di accoglienza e partecipazione collettiva, che unì idealmente il mare alla montagna e lasciò un segno profondo nella memoria della comunità.

A cinquant'anni da quei giorni, il Comune di Grado dedica a quella storia la rassegna “I gabbiani non vivono tra i monti – 1976-2026”, un percorso tra teatro, testimonianze, libri, musica e iniziative dedicate alla memoria e alla sua trasmissione alle nuove generazioni.

L'urgenza di partire, il desiderio di tornare. Memoria, accoglienza, comunità.

Da dove nasce il titolo

“I gabbiani non vivono tra i monti” non è soltanto il titolo scelto per la rassegna. Sono parole che arrivano direttamente dal 1976.

A pronunciarle fu un bambino di sei anni, uno dei tanti piccoli friulani ospitati a Grado dopo il terremoto. La sua storia venne raccontata sulle pagine de Il Gazzettino e successivamente ripresa nel numero speciale del Bollettino Municipale che il Comune di Grado dedicò, nell'autunno del 1976, all'accoglienza degli sfollati.

A chi gli chiedeva perché desiderasse tornare a casa, nonostante l'accoglienza ricevuta a Grado, il bambino rispose ricorrendo all'immagine dei gabbiani: i gabbiani devono vivere vicino al mare, così come lui sentiva il bisogno di tornare a vivere vicino alle sue montagne.

Cinquant'anni dopo, quelle semplici parole diventano il filo conduttore della rassegna, racchiudendo in un'immagine potentissima l'urgenza di partire e il desiderio di tornare.

Il Comune di Grado sta cercando oggi di rintracciare quel bambino, ormai adulto, per poter dare nuovamente un nome e una voce alla sua testimonianza.

11 settembre: la memoria di un abbraccio

Il cuore della rassegna sarà l'appuntamento di venerdì 11 settembre alle ore 18.30, nella Sala del Consiglio comunale.

“1976–2026: la memoria di un abbraccio” riunirà le voci delle comunità protagoniste di quell'esperienza: i rappresentanti dei territori dai quali proveniva gran parte degli sfollati, gli amministratori e i cittadini gradesi che parteciparono all'accoglienza e coloro che contribuirono a organizzare la vita quotidiana delle migliaia di persone arrivate in città.

Uno spazio particolare sarà dedicato alla scuola e ai bambini, attraverso le testimonianze di chi organizzò le classi aggiuntive necessarie ad accogliere gli alunni friulani.

Sarà un racconto a più voci per ricordare ciò che accadde e, soprattutto, raccogliere e trasmettere alle nuove generazioni la memoria di chi visse quei giorni.

Programma

1 settembre – ore 21.00

Voci dal terremoto 1976–2026

Teatro in piazza a cura di Grado Teatro

Villa Teresa – Riva Ugo Foscolo

11 settembre – ore 18.30

1976–2026: la memoria di un abbraccio

Grado ricorda il terremoto del Friuli

Sala del Consiglio comunale – Piazza Biagio Marin 4

7 ottobre – ore 17.00

La faglia dentro. Cosa resta del 6 maggio 1976

Presentazione del libro di Walter Tomada – Edizioni Biblioteca dell'Immagine

Biblioteca Civica “Falco Marin” – Via Leonardo da Vinci 20

23 ottobre – ore 20.45

Orcolat ’76

Spettacolo teatrale di Simone Cristicchi, a cura dell'ERT – Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia

Auditorium Biagio Marin – Via Marchesini 31

Biglietti: ACQUISTA ONLINE

12 novembre – ore 17.00

E ven la fin dal mont!

Una bambina friulana nel terremoto del 1976

Presentazione del libro di Paola Troppo

Biblioteca Civica “Falco Marin” – Via Leonardo da Vinci 20

13 novembre – ore 10.30

La memoria mette radici

Messa a dimora di un giovane frassino donato dalle comunità di Trasaghis e proveniente dal vivaio forestale regionale “Pascul”

Parco delle Rose

20 dicembre – ore 16.00

Tra mare e montagna

Canti e poesie per i cinquant'anni del terremoto del Friuli, con il Coro Santa Cecilia di Grado e Sot La Nape di Villa Santina. Letture di poesie di Biagio Marin e Novella Cantarutti, a cura di Tullio Svettini.

Basilica di Sant'Eufemia

La rassegna è realizzata in collaborazione con la Parrocchia di Sant'Eufemia e le associazioni locali.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, ad eccezione dello spettacolo Orcolat ’76 di Simone Cristicchi, inserito nella stagione teatrale 2026/2027 organizzata dal Comune di Grado insieme all'ERT – Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia.