Posizione: Varie zone di Grado
Cinquant'anni fa, dopo mesi trascorsi in sistemazioni provvisorie e, soprattutto, dopo le violente scosse di settembre, migliaia di persone furono costrette a lasciare i paesi colpiti dal terremoto del Friuli.
Alle soglie dell'inverno, circa 6.500 sfollati trovarono a Grado ospitalità e sostegno. Alberghi, abitazioni, scuole e servizi della città furono coinvolti in una straordinaria esperienza di accoglienza e partecipazione collettiva, che unì idealmente il mare alla montagna e lasciò un segno profondo nella memoria della comunità.
A cinquant'anni da quei giorni, il Comune di Grado dedica a quella storia la rassegna “I gabbiani non vivono tra i monti – 1976-2026”, un percorso tra teatro, testimonianze, libri, musica e iniziative dedicate alla memoria e alla sua trasmissione alle nuove generazioni.
L'urgenza di partire, il desiderio di tornare. Memoria, accoglienza, comunità.
Da dove nasce il titolo
“I gabbiani non vivono tra i monti” non è soltanto il titolo scelto per la rassegna. Sono parole che arrivano direttamente dal 1976.
A pronunciarle fu un bambino di sei anni, uno dei tanti piccoli friulani ospitati a Grado dopo il terremoto. La sua storia venne raccontata sulle pagine de Il Gazzettino e successivamente ripresa nel numero speciale del Bollettino Municipale che il Comune di Grado dedicò, nell'autunno del 1976, all'accoglienza degli sfollati.
A chi gli chiedeva perché desiderasse tornare a casa, nonostante l'accoglienza ricevuta a Grado, il bambino rispose ricorrendo all'immagine dei gabbiani: i gabbiani devono vivere vicino al mare, così come lui sentiva il bisogno di tornare a vivere vicino alle sue montagne.
Cinquant'anni dopo, quelle semplici parole diventano il filo conduttore della rassegna, racchiudendo in un'immagine potentissima l'urgenza di partire e il desiderio di tornare.
Il Comune di Grado sta cercando oggi di rintracciare quel bambino, ormai adulto, per poter dare nuovamente un nome e una voce alla sua testimonianza.
11 settembre: la memoria di un abbraccio
Il cuore della rassegna sarà l'appuntamento di venerdì 11 settembre alle ore 18.30, nella Sala del Consiglio comunale.
“1976–2026: la memoria di un abbraccio” riunirà le voci delle comunità protagoniste di quell'esperienza: i rappresentanti dei territori dai quali proveniva gran parte degli sfollati, gli amministratori e i cittadini gradesi che parteciparono all'accoglienza e coloro che contribuirono a organizzare la vita quotidiana delle migliaia di persone arrivate in città.
Uno spazio particolare sarà dedicato alla scuola e ai bambini, attraverso le testimonianze di chi organizzò le classi aggiuntive necessarie ad accogliere gli alunni friulani.
Sarà un racconto a più voci per ricordare ciò che accadde e, soprattutto, raccogliere e trasmettere alle nuove generazioni la memoria di chi visse quei giorni.
Programma
1 settembre – ore 21.00
Voci dal terremoto 1976–2026
Teatro in piazza a cura di Grado Teatro
Villa Teresa – Riva Ugo Foscolo
11 settembre – ore 18.30
1976–2026: la memoria di un abbraccio
Grado ricorda il terremoto del Friuli
Sala del Consiglio comunale – Piazza Biagio Marin 4
7 ottobre – ore 17.00
La faglia dentro. Cosa resta del 6 maggio 1976
Presentazione del libro di Walter Tomada – Edizioni Biblioteca dell'Immagine
Biblioteca Civica “Falco Marin” – Via Leonardo da Vinci 20
23 ottobre – ore 20.45
Orcolat ’76
Spettacolo teatrale di Simone Cristicchi, a cura dell'ERT – Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia
Auditorium Biagio Marin – Via Marchesini 31
Biglietti: ACQUISTA ONLINE
12 novembre – ore 17.00
E ven la fin dal mont!
Una bambina friulana nel terremoto del 1976
Presentazione del libro di Paola Troppo
Biblioteca Civica “Falco Marin” – Via Leonardo da Vinci 20
13 novembre – ore 10.30
La memoria mette radici
Messa a dimora di un giovane frassino donato dalle comunità di Trasaghis e proveniente dal vivaio forestale regionale “Pascul”
Parco delle Rose
20 dicembre – ore 16.00
Tra mare e montagna
Canti e poesie per i cinquant'anni del terremoto del Friuli, con il Coro Santa Cecilia di Grado e Sot La Nape di Villa Santina. Letture di poesie di Biagio Marin e Novella Cantarutti, a cura di Tullio Svettini.
Basilica di Sant'Eufemia
La rassegna è realizzata in collaborazione con la Parrocchia di Sant'Eufemia e le associazioni locali.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, ad eccezione dello spettacolo Orcolat ’76 di Simone Cristicchi, inserito nella stagione teatrale 2026/2027 organizzata dal Comune di Grado insieme all'ERT – Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia.