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Piazza Biagio Marin e i resti della Basilica della Corte

Piazza Biagio Marin e i resti della Basilica della Corte

Ancora più suggestivo il centro storico dopo la scoperta dei resti paleocristiani.

Inizialmente chiamata Piazza della Corte e poi Piazza Vittoria, la vasta piazza che si estende al limite meridionale del centro storico di Grado è ora intitolata a Biagio Marin, poeta, scrittore, uomo di lettere e di cultura, non solo locale. Accanto alla Basilica di S. Maria delle Grazie si trova la sua casa natale, mentre la sua ultima dimora è situata in prossimità di quel mare tanto ricorrente nelle liriche mariniane, composte prevalentemente in dialetto gradese. Nella sua lunga vita attraverso quasi tutto il ‘900 vi furono eventi tragici, come la I^ guerra mondiale che lo vide combattente, e la 2^ Guerra Mondiale durante la quale perse il figlio Falco, cui è intitolata la biblioteca civica dell’isola; nato nella Grado asburgica, Biagio Marin si formò a Gorizia, Pisino e Vienna, ma anche a Firenze, e operò successivamente nell’ambito culturale della Venezia Giulia italiana; nei primi anni “20 insegnò a Gorizia e i suoi metodi erano talmente innovativi per l’epoca, che dovette poi lasciare il capoluogo isontino; tornò quindi alle sue radici e fu direttore dell’allora Azienda Balneare per molti anni, dopodiché visse lungamente a Trieste, dove riprese a insegnare; fu bibliotecario delle Assicurazioni Generali e contribuì a fondare il locale Circolo della Cultura e delle Arti, di cui ebbe più tardi la presidenza onoraria; dall’Università di Trieste gli venne conferita la laurea honoris causa per la sua produzione letteraria. Ultranovantenne, concluse nella sua “Isola d’Oro” un’esistenza interessata da critiche e scontri per il proprio temperamento; non mancarono, però, prestigiosi riconoscimenti letterari, apprezzamenti e manifestazioni di stima da parte di diverse personalità del mondo della cultura e della stampa; tra queste citiamo Pier Paolo Pasolini, dopo la cui terribile morte Biagio Marin pubblicò “El critoleo del corpo fracassao” (“Lo scricchiolio del corpo fracassato”) e  Claudio Magris che omaggiò il poeta gradese con “Ti devo tanto di ciò che sono” - carteggio con Biagio Marin.

Tornando alla nostra piazza, particolare attenzione va alla ‘Casa della Musica’, edificio d’angolo tra i più antichi della Grado vecchia, che fu costruito nel corso dei secoli su un tratto delle mura del Castrum; si chiama così in quanto sede della banda civica ai tempi dell’Austria; dopo un accurato restauro integrale, oggi ospita esposizioni a carattere storico-artistico e manifestazioni culturali.

Sulla pavimentazione davanti alla ‘Casa della Musica’ è stato riprodotto il perimetro del battistero ottagonale d’epoca paleocristiana di pertinenza dell’antica Basilica della Corte i cui resti sono visibili nella suggestiva area di scavo che occupa gran parte della piazza: vi si possono ammirare strutture murarie, lacerti di pavimento musivo e nell’area antistante l’antica facciata, un tempo zona cimiteriale, alcuni sarcofagi. Come S. Maria delle Grazie e S. Eufemia, anche questa era una chiesa orientata, ossia con l’altare a oriente, dove il sole sorge, e l’ingresso a occidente, dove il sole tramonta: simbolicamente, il fedele che entrava si lasciava ciò che è oscuro alle spalle per dirigersi verso la luce della fede. Pure la terza basilica di Grado ebbe fasi diverse fino alla distruzione, forse dovuta a un incendio, con definitivo abbandono tra l’ottavo e il nono secolo; secondo alcuni esperti, chiesa e battistero per un certo periodo dell’antichità sarebbero stati riservati al culto ariano.

La zona è stata resa accessibile grazie a passerelle in vetro con tiranti d'acciaio che ne permettono una migliore visibilità e creano un riuscito connubio tra antico e moderno.

Nell’angolo sud-ovest della piazza, dove oggi si trova un condominio a ridosso del lungomare, sorgeva un fortino napoleonico; fu proprio a seguito della demolizione di quest’ultimo che a inizio ‘900 vennero alla luce i resti paleocristiani, oggetto di scavi archeologici già in epoca austriaca. Ricordiamo che la struttura condominiale è stata ricavata dalla ex “Pension Fortino” di proprietà della famiglia di Josef Maria Auchentaller, famoso artista austriaco che fece parte della Secessione viennese e che contribuì alla fama di Grado quale meta turistica della Mitteleuropa grazie alla sua presenza sull’isola, con la sua arte e le sue conoscenze tra cui Otto Wagner, pure ospite del “Fortino”.

Infine, nell’area dell’ex-canonica, situata sul lato settentrionale della piazza, trovate il Museo Civico dov’è conservato ed esposto il prezioso Tesoro del Duomo, che vanta straordinari manufatti d’oreficeria e rari capolavori d’arte sacra risalenti al periodo paleocristiano e alto-medievale ovvero della Grado patriarcale.

 

 

Contatti

Indirizzo Piazza Biagio Marin, Grado
Telefono 0431 877111
Email info.grado@promoturismo.fvg.it
Fax 0431 83509

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